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Il TAR Lombardia interviene, ancora una volta, sulla regolazione del ciclo dei rifiuti. Nel mirino la deliberazione 389/2023/R/Rif e la Determina 1/2023/DTAC, entrambe alla base della revisione del PEF per il biennio 2024-2025

” … vanno annullate, in parte qua, sia la deliberazione ARERA n.389/2023 sia la determinazione direttoriale n. 1/2023, con conseguente caducazione automatica degli atti ad essa legati da un nesso di presupposizione logico necessaria.” È con la sentenza n. 1985 del 2024 (depositata il 25 giugno) che il TAR Lombardia apre, ancora una volta, un nuovo capitolo sulla regolazione dei rifiuti e, soprattutto, sul ruolo dell’Autorità nella definizione delle tariffe regolate. La questione, di straordinaria rilevanza anche per i Comuni e gli Enti d’Ambito, pone di nuovo al centro del dibattito l’enorme difficoltà collegata alla possibilità di fondare i PEF TARI sui costi effettivi dell’anno a-2.

Il TAR Lombardia, di fatto cassando parzialmente la Delibera 389/2023/R/rif e la Determina 06 novembre 2023 1/2023 – DTAC, stabilisce che demandare all’ETC la possibilità di valorizzare i conguagli per i PEF 2023 non è in linea con l’intero assetto del settore: “La circostanza che il provvedimento impugnato con motivi aggiunti rimetta all’ETC la possibilità di valorizzare il recupero del conguaglio in questione non è coerente sia rispetto all’assetto del settore caratterizzato, come noto, da una governance multilivello che radica sull’ARERA il potere regolatorio sia rispetto alle norme primarie che affidano all’ETC il solo compito di definire le tariffe del servizio e il perseguimento dei recuperi di efficienza sulla base delle indicazioni provenienti dall’Autorità.”

In sostanza il principio di fondo è che l’unico soggetto che poteva, come può, riconoscere i costi da imputare al servizio rifiuti è l’ARERA e non gli ETC, cui è attribuito esclusivamente il compito di definire le tariffe e perseguire gli obiettivi di efficienza stabiliti dall’Autorità, principio ribadito dalla sentenza secondo cui: “… il ricorso introduttivo è in parte fondato laddove non prevede espressamente un sistema di conguaglio automatico che escluda l’intervento degli ETC al di là del calcolo dell’inflazione”.

Gli effetti potenziali derivanti dall’applicazione della sentenza sono del tutto evidenti, per i comuni, per i gestori e per gli enti d’ambito, soprattutto nella definizione dei costi collegati agli incrementi determinati dalle dinamiche inflazionistiche e, se da un lato i timori per la revisione biennale dei PEF 2024-2025 appaiono fondati, dall’altro è ampiamente ipotizzabile che toccherà attendere, così come accaduto per la questione degli impianti minimi, la pronuncia del Consiglio di Stato nel caso di ricorso dell’ARERA.

Scarica il testo della Sentenza n. 1985/2024

Esperto Servizio Tributi e Fiscalità Attiva di Kibernetes | Website

Laureato in Economia Aziendale e Management all'Università degli Studi di Napoli "Federico II" con specializzazione in Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche, è responsabile dell'area fiscalità attiva e tributi della sede di Napoli