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Con la Riforma delle Sanzioni Tributarie, il Consiglio dei Ministri dà il via libera alle modifiche a ben tre decreti (ormai storici) in materia proprio di sanzioni

 

Un deciso intervento sui decreti legislativi nr. 471-472-473 del 1997 in materia di sanzioni, un intervento ispirato al criterio di proporzionalità che riduce il peso del quadro sanzionatorio collegandolo direttamente all’entità della violazione.

Dopo le modifiche allo Statuto del Contribuente e la Riforma del Contenzioso Tributario, il decreto varato ieri dal Governo, intervenendo sul quadro sanzionatorio, prevede che la sanzione è aumentata fino al doppio nei confronti di chi, nei tre anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza che accerta la violazione o alla inoppugnabilità dell’atto, è incorso in altra violazione della stessa indole. Se concorrono circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra violazione commessa e sanzione applicabile, questa è ridotta fino a un quarto della misura prevista. Se concorrono circostanze di particolare gravità della violazione, la sanzione prevista in misura fissa, proporzionale o variabile può essere aumentata fino alla metà”.

Quando sono ormai trascorsi ben 27 anni dalla loro entrata in vigore, la Riforma delle Sanzioni Tributarie incide su tre decreti legislativi fondamentali nella definizione del quadro sanzionatorio. Oltre che sul D.Lgs. nr. 473/1997 (sicuramente di minor rilevanza per gli Enti Locali), la riforma introduce il criterio di proporzionalità

  • nel D.Lgs. nr. 471/1997 in materia di sanzioni amministrative per omesso versamento (senza tuttavia incidere sui casi di omessa dichiarazione e/o frode);
  • nel D.Lgs. nr. 472/1997 in materia di sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie.

Sanzioni tributarie: il principio di proporzionalità

La grande “rivoluzione” della Riforma delle Sanzioni Tributarie è nell’introduzione del principio di proporzionalità: nella determinazione delle sanzioni si dovrà quindi tener conto delle violazioni e della loro entità, anche tenendo conto della condotta del contribuente, delle sue condizioni economiche e di eventuali azioni per esempio volte a sanare la violazione. Rileva, dunque, anche la “condotta storica” del contribuente: con l’introduzione del principio di proporzionalità, per esempio, il contribuente che ha sempre assolto il pagamento dell’IMU alla scadenze prefissate, andrà valutato in maniera assolutamente diversa da quello che, per esempio, ha sistematicamente evaso.

Inoltre, non sarà sanzionabile il contribuente che, adeguandosi alle indicazioni dell’amministrazione finanziaria, abbia provveduto per esempio al pagamento o alla presentazione della dichiarazione entro 60 giorni (sempre che la violazione sia dipesa da oggettiva incertezza della normativa di riferimento).

Esperto Servizio Tributi e Fiscalità Attiva di Kibernetes | Website | + articoli

Laureato in Economia Aziendale e Management all'Università degli Studi di Napoli "Federico II" con specializzazione in Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche, è responsabile dell'area fiscalità attiva e tributi della sede di Napoli