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Le modifiche allo Statuto del Contribuente facevano già presagire la necessità di intervenire sui regolamenti comunali e la conferma arriva anche dall’IFEL con una recentissima nota di approfondimento

 

Maggiori oneri di gestione a carico degli enti locali. Necessità di intervenire sui regolamenti e di cambiare totalmente l’approccio alle attività di accertamento dei tributi locali. Saranno questi gli effetti immediati delle modifiche allo Statuto del Contribuente, effetti ai quali i Comuni dovranno prestare notevole attenzione, soprattutto nell’adozione di nuovi regolamenti in grado di disciplinare l’istituto del contraddittorio preventivo.

Sono state già affrontate le nuove previsioni del D.Lgs. nr. 219/2023 e approfondite le modifiche ad un istituto fondamentale come quello dell’autotutela, oggi disciplinata dagli artt. 10-quater e 10-quinquies dello Statuto del Contribuente. Anche l’impatto che siffatte modifiche avranno sull’operatività dell’Ufficio Tributi sono state oggetto di trattazione, seppur marginalmente.

Per tutti gli atti diversi da quelli automatizzati e di pronta liquidazione, gli enti locali dovranno prevedere innanzitutto costi di gestione praticamente raddoppiati. Il caso tipico è quello dell’accertamento IMU sulle aree edificabili, oggetto d’imposta che inevitabilmente coinvolge questioni di carattere estimativo che non possono essere sottratte al contraddittorio. In questo caso i Comuni dovranno prima inviare al contribuente un atto che riporti lo schema di accertamento (e lo schema di adesione); soltanto successivamente, decorsi inutilmente i 60 giorni dalla notifica, potranno emettere l’avviso di accertamento esecutivo.

Pare del tutto evidente come i costi saranno letteralmente raddoppiati, anche volendo considerare soltanto le spese di elaborazione degli atti e di notifica.

Statuto del Contribuente e modifica ai regolamenti

Per quanto sia chiaro che le modifiche allo Statuto del Contribuente siano state pensate per i tributi erariali, le nuove disposizioni ne prevedono l’applicazione alla generalità degli atti, compresi quelli emessi dagli Enti Locali e i comuni, in questo senso, possono prevedere soltanto ulteriori tutele per i contribuenti ma non limitare quelle previste dalle modifiche allo Statuto. Le tutele previste dal legislatore, quindi, possono essere modificate soltanto con tutele maggiori per i contribuenti.

I comuni dovranno quindi adeguare il proprio ordinamento alle “tutele minime” previste dallo Statuto del Contribuente e, pur in attesa del decreto ministeriale che dovrà stabilire a quali atti sarà applicabile il contraddittorio preventivo, occorreranno sensibili modifiche ai regolamenti.

Leggendo la nota di approfondimento IFEL, la soluzione migliore potrebbe essere quella di intervenire sul Regolamento Generale delle Entrate ma occorrerà capire anche se i singoli regolamenti (per esempio il Regolamento IMU o il Regolamento TARI) prevedessero disposizioni che oggi sarebbero in netto contrasto con l’attuale formulazione dello Statuto del Contribuente. In quest’ultimo caso l’ipotesi consigliabile sarebbe quella di modificare i singoli Regolamenti per riportare poi ad organicità il Regolamento Generale delle Entrate.

In ogni caso, si ritiene ragionevole ipotizzare che le modifiche ai regolamenti resesi necessarie per garantire l’adeguamento alle nuove previsioni dello Statuto del Contribuente, non soggiacciano al termine di approvazione del bilancio di previsione, atteso che si tratta di adeguamenti meramente collegati al recepimento di nuove disposizioni normative.

Appare ovvio, infine, che il mancato adeguamento dei Regolamenti non potrà inficiare l’efficacia delle nuove previsioni dello Statuto del Contribuente; tuttavia tra le principali cause di conflittualità e di contenzioso ci sono spesso proprio i regolamenti comunali, la cui chiarezza rende il lavoro dell’Ufficio Tributi sicuramente più semplice.

Esperto Servizio Tributi e Fiscalità Attiva di Kibernetes | Website

Laureato in Economia Aziendale e Management all'Università degli Studi di Napoli "Federico II" con specializzazione in Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche, è responsabile dell'area fiscalità attiva e tributi della sede di Napoli