Stato Civile, si cambia formato. Vanno in pensione i moduli in uso dal lontano 1958 (un formato intermedio tra un A2 e un A3),  per essere sostituiti con i più pratici fogli A4. Così ha deciso il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dando corso al nuovo formato per i moduli dei registri dello stato civile, delle caratteristiche tecniche in uso e delle modalità di redazione degli atti. I comuni italiani hanno due termini per potersi adeguare: 1° gennaio 2022 o, in alternativa, il 1° gennaio 2023.

La decisione è stata presa con Decreto Ministeriale il 9 novembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 novembre successivo ed entrato in vigore il 17 novembre scorso (qui l’allegato tecnico).

La novità è importante, perché consente una migliore razionalizzazione degli spazi adibiti a gestione e conservazione dei registri dello Stato Civile e una maggiore flessibilità nell’impiego degli strumenti informatici ma richiede un adeguamento dei sistemi informatici per la redazione degli atti nel nuovo formato (fogli per i moduli di grandezza 21 x 29,7 cm): all’art. 5 in Decreto infatti prevede che “in caso di comprovata inutilizzabilità dei sistemi informatici, l’ufficiale di stato civile redige l’atto direttamente su supporto cartaceo, con l’obbligo di inserirlo non appena possibile nel sistema informatico in uso”.

Il decreto regolamenta inoltre tutti i dettagli che deve avere il documento (come tipo di font, grandezza, margini, la stampa, come deve essere firmato, le annotazioni, ecc..)

Con la successiva circolare 13/2020 il ministro dell’Interno ha specificato che gli uffici dello Stato civile possono continuare a utilizzare i moduli nel precedente formato fino all’esaurimento delle forniture in loro possesso ma in ogni caso non oltre il 31 dicembre del 2022. In sostanza dal 2023 tutti gli uffici dello Stato civile dovranno utilizzare i moduli in formato A4.