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Gli obiettivi dei Sustainable Development Goals (SDG) sono chiari e dal 2015 guidano le scelte mondiali in materia di tutela ambientale. Si tratta di 17 punti che riassumono le grandi sfide che gli esseri umani dovranno fronteggiare nei prossimi anni. Tra di essi ci sono questioni come la povertà, la diseguaglianza sociale, i cambiamenti climatici, il degrado ambientale, la pace e la giustizia. Il PNRR, con le azioni e le risorse che metterà in campo, basterà a far arrivare l’Italia al traguardo del 2030 rispettando gli obiettivi in Agenda?

Se gli obiettivi sono molto chiari, un po’ meno lo è come arrivare a realizzarli. Ogni paese, infatti, deve contribuire al massimo delle proprie possibilità e da una prima analisi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sembrerebbe che le risorse stanziate non siano ancora sufficienti.

Luci e ombre dell’Italia

Secondo il Rapporto Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), l’Italia sta andando bene rispetto agli obiettivi sull’energia, cambiamento climatico, pace e giustizia, è in una situazione stabile rispetto agli obiettivi sulla fame, l’acqua, e l’innovazione ma ha ancora lavoro da fare su ben nove di questi obiettivi: povertà, salute, istruzione, parità di genere, occupazione, disuguaglianze, città, biodiversità terrestre, cooperazione.

In particolare, sull’obiettivo o goal, 13 – Lotta contro il cambiamento climatico, che viene misurato con il solo indicatore della quantità di CO2 emessa, l’Italia nel 2020 ha ottenuto un buoni risultati nel ridurre le emissioni, ma ciò è  derivato sostanzialmente dal blocco produttivo del lockdown più che da una reale inversione dei regimi produttivi.
Per il goal 11 – Città e comunità sostenibili, i valori delle rilevazioni del 2020 sono fermi a quelli del 2010, con un andamento altalenante dei fattori che compongono questo indice. In alcuni dei fattori che compongono l’indice l’Italia (incidenza delle aree di verde urbano sulla superficie urbanizzata delle città, posti km offerti dal tpl, bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia) è migliorata, mentre in altri va decisamente peggio, con l’effetto lockdown del Covid che non riesce a compensare.

La grande lacuna: la lotta all’abusivismo

Tra questi, l’abusivismo edilizio registra un aumento di +5,4 punti percentuali dal 2010 al 2020. Diventa quindi centrale il ruolo che le pubbliche amministrazioni locali svolgono nel contribuire al raggiungimento pieno degli obiettivi degli SDG e anche come traino della ripresa.

I segnali di una grande attenzione politica ai temi ci sono. Su questi temi del Ministero della Transizione ecologica, ha già reso operativi dei finanziamenti come il “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano” proprio sul fronte del territorio e della tutela ambientale. Gli interventi del PNRR andranno sicuramente a rafforzare questi interventi.

La disponibilità di soluzioni tecnologiche che possano supportare la pubblica amministrazione nella rilevazione preventiva e nella lotta contro l’abusivismo lascia ben sperare che, se le risorse ecomiche disponibili saranno correttamente indirizzate, sarà possibile agganciare il Piano di ripresa nazionale agli ambiziosi obiettivi degli SDG 2030.

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Responsabile della Comunicazione di Kibernetes | + articoli