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In attesa del decreto che dovrà chiarire il “destino” delle Piccole Opere attualmente confluite nel Pnrr (ma che è noto che verranno escluse dallo stesso), gli enti attuatori sono alle prese con gli adempimenti da assolvere entro fine dicembre.

Per i progetti che rientrano nella categoria delle Piccole Opere del Ministero dell’Interno (rif. legge 160/2019), quest’ultimo ha infatti individuato nel 31 dicembre la scadenza per la rendicontazione delle annualità 2020/2022, come si evince dalla circolare DAIT n. 18 del 16 febbraio 2023, con relativo rimando alle Faq inerenti la gestione e la rendicontazione delle Piccole Opere (vedasi la faq n.4).

Da considerare che pur parlando di “temine dei lavori”, viene esplicitamente precisato: “…..ivi inclusa la completa implementazione dei dati di monitoraggio e rendicontazione a sistema Regis”. Le attività di monitoraggio e rendicontazione dei finanziamenti del Pnrr sul sistema ReGiS, stanno creando diverse difficoltà agli enti attuatori. Oltre ai blocchi e alla lentezza cronica dei tempi di risposta del sistema che dilata i tempi di inserimento dei dati, occorre fare i conti con problematiche emergenti relative alla documentazione da inserire.

Diversi aspetti critici dell’attività di popolamento del sistema ReGiS, non trovano tempestive ed adeguate risposte né dal Manuale Operativo adottato con d.m. del 22 novembre 2022, né dai team di supporto istituiti presso le Prefetture, che tuttavia stanno  stanno sollecitando i soggetti attuatori a ultimare le rendicontazioni entro la scadenza di dicembre.

Fra le indicazioni più discutibili che mettono in difficoltà i RUP ci sono quelle relative alla gestione dell’Iva in regime di split payment e al pagamento degli incentivi tecnici (art. 113 del Dlgs 50/2016).

Nel caso di pagamenti soggetti a Iva split payment, la relativa quota di imposta deve essere rendicontata nella sezione “giustificativi di spesa”, caricando l’F24 che ne dimostra l’effettiva liquidazione all’Erario. Il problema nasce dal fatto che normalmente si redigono F24 cumulativi e quindi viene richiesto di produrre un documento di riconducibilità (Dsan), in cui si attestare tutti i pagamenti legati a ciascun Cup interessato e allegarlo all’F24 in oggetto.

Per quanto riguarda la giustificazione degli incentivi tecnici, come documentazione vengono richiesti: il cedolino attestante il pagamento,  la relativa determina di liquidazione e il relativo mandato di pagamento. Anche in questo caso, se il pagamento comprende importi legati a diverse attività, sarà necessario produrre un atto di riconducibilità a ciascun Cup.

La situazione generale vede un diffuso ritardo da pare degli enti nel completamento delle attività di rendicontazione ma a oggi non ci sono notizie su una auspicabile proroga del termine fissato al prossimo 31 dicembre.

Responsabile Area Contabile di Kibernetes | + articoli

Laureato in Economia Aziendale, Indirizzo Matematico all'Università "Ca' Foscari" di Venezia, è il Responsabile e coordinatore del team di esperti per l'Area Contabile Kibernetes.
Formatore abilitato dal FUAP, è stato docente ai Master MIMAP dell'Università Tor Vergata. È autore di diversi articoli specialistici pubblicati su Italia Oggi e IlSole24Ore.