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Con il DPCM emanato martedì 12 ottobre si è concluso l’iter di rientro dei dipedenti pubblci negli uffici, previsto a partire da venerdì prossimo. Il Decreto relativo alla verifica del Green Pass nei luoghi di lavoro, e quindi anche nella Pubblica Ammonistrazione, norma anche tutta una serire di dettagli ralativi alla modalità di lavoro, lo smart working (lavoro agile), obblighi dei dipendenti pubblici e possibilità di collaborazione delle PA con altri enti.

Ecco nei dettagli le prescrizioni del DPCM:

  • al primo accesso i lavoratori dovranno indicare il green Pass (ad esclusione degli esenti con certificazione);
  • il certificato dovrà essere posseduto da chiunque acceda agli uffici ad eccezione dell’utenza;
  • non è possibile adibire i lavoratori sprovvisti del certificato in modalità di lavoro agile: questi infatti saranno considerati assenti ingiustificati con ripercussioni sulla retribuzione e contribuzione;
  • in caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative e di programmazione, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni sul certificato.

Nel caso specifico dell’interruzione di attività relativo a un servizio essenziale, il sindaco o il datore di lavoro della PA (Dirigenza), potrà attivare, in via d’urgenza, delle convezioni tra enti senza peculiari formalità.

Per i medesimi fini può essere inoltre adottata ogni misura di riorganizzazione interna, quale ad esempio la mobilità tra uffici o aree diverse, per fronteggiare l’impossibilità di poter impiegare personale sprovvisto di green pass.

 

Esperto in servizi area contabile e personale di | + articoli

Laureato in Scienze della Pubblica Amministrazione all'Università della Tuscia, dopo la laurea ho approfondito le materie amministrativo-contabili.
Dal 2014 lavora in Kibernetes, nella sede di Roma, dove ha affrontato i temi legati alle entrate tributarie e degli adempimenti amministrativi e contabili per le opere pubbliche. Attualmente si occupa della normativa sul personale.