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Chi ogni giorno gestisce concretamente la sanità ha necessità di conoscere la declinazione pratica, gli strumenti da utilizzare per realizzare gli intenti del PNRR e del Piano Nazionale della Prevenzione

 

Quanta percezione c’è della reale disponibilità dei dati attualmente usufruibili e delle analisi che si possono realizzare? Quanto è chiara la percezione della correlazione tra patrimonio pubblico e differenze socio-economiche sul territorio? Sono alcuni degli scenari emersi durante l’academy “One Health: Big Data e AI per la creazione di quadri di conoscenza e definizione delle strategie di prevenzione” che si è tenuta nell’ambito dell’ultimo Forum Sanità 2023.
Di One Health (cioè l’approccio olistico che dà importanza alle connessioni tra l’uomo, gli animali e l’ambiente circostante, che tiene in considerazione sia la salute dell’uomo sia quella globale del pianeta, e che quindi parte da un approccio interprofessionale e multidisciplinare) si sente parlare sempre più spesso. Articoli, saggi ed esperti trattano con una frequenza via via maggiore l’approccio però quasi sempre in maniera teorica, accademica. Anche il PNRR e il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 definiscono linee guida e interventi finalizzati all’approccio One Health, ma limitandosi ad evidenziare l’esigenza di sistemi di monitoraggio nazionali più o meno definiti negli obiettivi, poco nei contenuti, senza mai scendere nel particolare delle misure da prendere. Chi ogni giorno gestisce concretamente la sanità ha invece la necessità di conoscere la declinazione pratica, gli strumenti da utilizzare per rendere concreti principi ed enunciati.
Ed è quello che ha provato a fare Kibernetes nel suo intervento a Roma, durante il Forum Sanità.

 

Conoscere per decidere

Durante l’academy, a cui ho partecipato in qualità di responsabile della divisione Territorio e Ambiente, assieme ad Andrea Dell’Ova e Gianluca Pesce, sono stati mostrati esempi di funzionalità che permettono di consultare, confrontare e analizzare dei dati concreti a supporto delle attività di prevenzione o di assistenza sanitaria.
Per poter effettuare una pianificazione strategica in grado di massimizzare le risorse e raggiungere gli obiettivi di incisività dell’azione sanitaria sul territorio, soprattutto in un’ottica di prevenzione, è fondamentale dotarsi di quadri di conoscenza che siano la base di partenza per la definizione di una strategia efficace. Sistemi che permettano di monitorare fattori ambientali, climatici e territoriali, qualità dell’aria ed elementi inquinanti, confrontare questi dati con le patologie emergenti dal fascicolo sanitario dei pazienti di un determinato territorio e completare il quadro con le informazioni socio demografiche della popolazione. Avere quadri conoscitivi costantemente aggiornati, infatti, riduce il rischio che si verifichino eventi con conseguenze negative per l’uomo e per il territorio. Conseguenze che poi si riverberano anche sulle finanze pubbliche.
A differenza della percezione comune, i dati che già oggi sono a disposizione sono tanti e variegati. Bisogna però disporre degli strumenti adeguati per acquisirli, validarli e soprattutto correlarli tra di loro, per poi metterli a disposizione attraverso quadri e mappe di facile lettura per chi deve fare pianificazione e prendere decisioni.

 

Esempi concreti

Per questa ragione sono stati mostrati esempi specifici di come possono essere impiegati i dati a disposizione. Ad esempio, è stato mostrato l’uso dei dati e la loro elaborazione in ottica di prevenzione di fenomeni di zoonosi, cioè l’insorgenza di patologie legate al contatto tra uomo e fauna selvatica.
Oggi le possibilità di trovarsi a contatto con la fauna selvatica sono aumentati a causa degli spostamenti anomali degli animali, a loro volta causati dal cambiamento climatico e dai suoi effetti sull’ecosistema.
Un altro quadro, che ha suscitato molta curiosità e attenzione tra il pubblico accorso, è stato quello che mostra la correlazione tra le zone dove maggiore è la fragilità sociale e la presenza – meglio, l’assenza – di infrastrutture sanitarie e di assistenza.

 

Patrimonio sanitario

Si parla ovviamente di infrastrutture e quindi di patrimonio. Che non si abbia un quadro chiaro dei beni mobili e immobili è un fenomeno che riguarda molti enti, anche della sanità. Un dato assodato anche tra gli stessi addetti ai lavori, che invece sono rimasti colpiti quando è stato mostrato loro un quadro georeferenziato che metteva in correlazione la presenza dei presidi di assistenza con la distribuzione socio-economica della popolazione.
I quadri mostrati durante l’academy sono stati prima quelli su scala regionale per il Lazio e poi uno più specifico della città di Roma.
L’immediatezza dello strumento, che ha sovrapposto, facendo coincidere, le aree dove maggiore è la presenza di fragilità socio-economico e quelle dove invece minore era la presenza, in molti casi l’assenza, delle strutture di assistenza ha dato contezza di quanto possa essere utile avere uno strumento che nell’immediato fornisce quadri di conoscenza su cui basare la pianificazione delle politiche sanitarie, anche quando si tratta di gestione patrimoniale.

Responsabile Divisione 1 - Ambiente e Territorio di Kibernetes | + articoli