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Tutte le novità introdotte dal legislatore nell’ambito delle procedure per l’individuazione, l’approvazione e la trasmissione al MEF delle aliquote IMU

 

Il legislatore ha introdotto importanti novità nell’ambito della procedura per l’individuazione, l’approvazione e la trasmissione al MEF delle aliquote IMU. Il 7 luglio sono state finalmente adottate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze le fattispecie che possono essere utilizzate dai comuni per differenziare le aliquote, così come stabilito dall’art. 1 comma 756 della legge 160/2019.

 

FATTISPECIE E DIVERSIFICAZIONI

Il Decreto MEF del 7 luglio 2023 individua appunto “le fattispecie in base alle quali i comuni possono diversificare le aliquote dell’imposta municipale propria (IMU) di cui all’art. 1, commi da 748 a 755, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 e stabilisce le modalità di elaborazione e  di successiva trasmissione al Dipartimento delle finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze del relativo prospetto di cui all’art. 1,  comma 757, della legge n. 160 del 2019”.

In particolare, le fattispecie sono determinate come di seguito:

  • abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8 e A/9;
  • fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • fabbricati appartenenti al gruppo catastale D;
  • terreni agricoli;
  • aree fabbricabili;
  • altri fabbricati (fabbricati diversi dall’abitazione principale e dai fabbricati appartenenti al gruppo catastale D).

Procedura dunque semplificata per i comuni che non ricorrono all’individuazione di aliquote particolari, prevedendo soltanto le fattispecie ‘ordinarie’ pocanzi elencate.

Per tutti gli altri, il medesimo decreto prevede la facoltà per i comuni, nell’esercizio della propria potestà regolamentare, di introdurre  ulteriori differenziazioni all’interno di alcune delle fattispecie sopra individuate, facendo riferimento a quanto stabilito nell’allegato A, dove  sono rappresentate specifiche sottocategorie che possono essere utilizzate esclusivamente in presenza di determinate condizioni. Pertanto, i comuni che hanno stabilito aliquote diversificate si troveranno a doverne riscontrare la presenza all’interno dell’allegato, anche al fine di verificarne la conformità. In ogni caso andrà sempre garantito il rispetto dei principi generali di ragionevolezza, adeguatezza, proporzionalità e non discriminazione.

ELABORAZIONE E TRASMISSIONE

Il comune procede all’elaborazione del Prospetto delle aliquote, recante le fattispecie di interesse, obbligatoriamente tramite l’applicativo informatico disponibile nella sezione dedicata del portale del federalismo fiscale. Tale procedura operativa sarà obbligatoria già a partire dall’anno 2024 e non è dunque ammessa una diversa modalità di adempimento, a pena di inefficacia e inapplicabilità, anche nel caso in cui il Comune non intendesse diversificare le aliquote.

L’applicativo informativo, reso disponibile sul portale dal 21 settembre con la specifica “Gestione IMU”, consente quindi ai comuni di individuare le fattispecie in base alle quali diversificare le aliquote dell’IMU, nonché di elaborare e trasmettere il relativo prospetto, con le seguenti tempistiche:

  1. fino al mese di ottobre 2023, è stato possibile testare in fase sperimentale la funzionalità dell’applicazione informatica con la quale è possibile simulare l’elaborazione del prospetto;
  2. a decorrere dal mese di novembre 2023, è possibile elaborare il prospetto per l’anno di imposta 2024;
  3. a decorrere dal mese di gennaio 2024, sarà messa a disposizione dei comuni anche la funzionalità di trasmissione del prospetto al MEF,  per l’anno di imposta 2024, ai fini della successiva pubblicazione sul sito internet www.finanze.gov.it.

EFFICACIA

Le aliquote stabilite nel Prospetto hanno effetto per l’anno di riferimento a condizione che il medesimo prospetto sia pubblicato sul sito internet del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 28 ottobre dello stesso anno. A tal fine, entro il termine perentorio del 14 ottobre dell’anno di riferimento, il comune è tenuto a inserire il prospetto nell’apposita sezione del portale del
federalismo fiscale.

La nuova cornice normativa non ammette sconti e si inserisce in un contesto già turbolento

Per il primo anno di applicazione obbligatoria del Prospetto, in caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, nonché in assenza di una delibera approvata secondo le nuove modalità previste, in deroga alla normativa vigente, si applicano le aliquote di base  previste dai commi da 748 a 755 del citato articolo 1 della legge n. 160 del 2019. Queste ultime continuano ad applicarsi fino a quando il comune non approvi una delibera secondo le modalità di cui al periodo precedente.

Ancora in questa direzione, il medesimo Decreto prevede inoltre che, in caso di discordanza tra il Prospetto e le disposizioni contenute nel regolamento di disciplina dell’imposta, prevale quanto stabilito nel primo.

CONCLUSIONE

La nuova cornice normativa non ammette  sconti e si inserisce in un contesto già turbolento, caratterizzato anche dal riformato processo di  approvazione del bilancio di previsione.

Tutti i comuni sono dunque chiamati al nuovo adempimento, in ottemperanza a quanto stabilito nel Decreto 7 luglio 2023, con l’ulteriore  specifica che la mancata osservanza degli obblighi non consente di applicare per il 2024 le aliquote già utilizzate lo scorso anno, in quanto  ritenuta dal legislatore non idonea a produrre gli effetti di cui ai commi da 761 a 771 della legge 160/2019. Saranno dunque efficaci e  applicabili le aliquote di base previste dalla medesima normativa, con evidenti e pericolose ripercussioni sugli incassi.

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Esperto in gestione dei Tributi locali