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C’è poco tempo per preparare i dipendenti ad affrontare la riforma contabile: nel 2024 inizia la sperimentazione

 

Per formare e preparare i dipendenti ad affrontare la riforma accrual i tempi sono stretti, perché già dal 2024 partirà il percorso di  sperimentazione. È quindi adesso il momento di pensare a un piano formativo efficace per non arrivare impreparati alle scadenze. Ciascun ente e ogni dipendente possono fare la differenza: ma ciò sarà possibile soltanto attraverso un irrinunciabile investimento sulla formazione di tutto il personale coinvolto nei processi contabili.

TAPPE FORZATE

La riforma 1.15 abilitante del PNRR  che ha l’obiettivo di dotare le pubbliche amministrazioni di un sistema nico di contabilità economico-patrimoniale a base accrual, sta procedendo a tappe serrate con le pubblicazioni dei principi contabili (Itas) necessari ad avviare il progetto pilota nell’esercizio 2024.
L’applicazione delle nuove modalità di gestione comportano un cambio di paradigma nell’approccio alle scritture contabili e alla loro  lettura”. Di fatto si tratta di fare i conti con un nuovo scenario che comporta un cambio culturale di grande rilevanza. Ecco quindi che la Ragioneria Generale dello Stato, fin dall’esordio della riforma, ha giustamente posto l’accento sull’importanza della formazione per il personale e ha fatto un ulteriore passo avanti con la presentazione del sito web e relativo portale dedicato alla formazione di base: accrual.rgs.mef.gov.it.

Il ministro Giorgetti, presentando l’iniziativa, ha ribadito «la potenzialità del sistema contabile di tipo accrual: una base informativa contabile più accurata, una più agevole produzione di dati per la contabilità nazionale, una migliore gestione del patrimonio, una risposta più adeguata alle esigenze di trasparenza per la dirigenza pubblica, nonché consentire politiche di equità intergenerazionale e sostenibilità di
lungo periodo».

LA FORMAZIONE

Come già accaduto in occasione di precedenti iniziative, la formazione “istituzionale” è centrata su aspetti normativi e soprattutto su quelli
relativi all’applicazione formale delle nuove modalità operative, ma è innegabile che per una completa ed efficace formazione sarà necessario
approfondire anche i concetti che stanno alla base delle rilevazioni contabili così come richieste dal sistema accrual.
Per assicurare il successo della riforma, ci sono inoltre tematiche complementari a quelle strettamente tecnico contabili che dovranno diventare patrimonio culturale, non solo di tutti i dipendenti, ma anche degli amministratori e per questo dovrebbero entrare in un piano formativo efficace.

 

Oltre le tematiche tecnico contabili, dovranno divenire patrimonio culturale degli amministratori e dei dipendenti anche quelle complementari

 

PARTITA DOPPIA

Veniamo al primo punto, e cioè ai temi formativi che stanno alla base del nuovo sistema contabile economico-patrimoniale nel quale le scritture contabili si basano sul metodo di registrazione della “partita doppia”, che si contrappone a quello tipico della contabilità finanziaria a “partita semplice”.
La contabilità finanziaria con partita semplice funziona per competenza finanziaria (“potenziata” dopo l’entrata in vigore del Dlgs 118/2011). La “partita doppia”, invece, prevede che ogni operazione venga registrata simultaneamente su due serie di conti. In tal modo gli eventi con  rilevanza contabile vengono osservati sotto due aspetti:

  • l’aspetto monetario-finanziario, per il quale le operazioni di gestione sono rilevate nel momento in cui si manifesta la variazione  finanziaria;
  • l’aspetto economico, che ha per oggetto costi, ricavi e patrimonio netto. Questo metodo garantisce coerenza ogni registrazione contabile e favorisce la rappresentazione degli eventi nella loro dimensione: finanziaria/patrimoniale ed economica.

In generale, per loro stessa ammissione, gli operatori contabili della PA hanno poca dimestichezza con il sistema di registrazione delle  operazioni in “partita doppia”. Se per alcuni si tratta di riprendere concetti e conoscenze tecniche acquisite durante il percorso di studio o in altre esperienze lavorative, per la maggior parte vi è la necessità di apprendere fin dal principio i rudimenti di questa diversa tecnica di rilevazione contabile.
Bisognerà poi prendere confidenza anche con la “contabilità analitica per centri di costo” che ha come obiettivi:

  • consentire la programmazione e il controllo della gestione;
  • studiare il comportamento dei costi;
  • costituire il supporto informativo necessario per le decisioni aziendali nei problemi di scelta.

Anche qui si tratterà di acquisire nuovi sistemi di rilevazione e metodologie di lavoro.

 

Anche gli amministratori non potranno essere esclusi dal processo di apprendimento

 

CHI È INVESTITO DALLA RIFORMA

Da considerare, che il nuovo “linguaggio contabile” dovrà essere correttamente interpretato anche dal personale che non si occupa in senso stretto di contabilità, ma che con questa ha che fare quotidianamente. Basti pensare a chi si occupa di opere pubbliche o del patrimonio e in generale di chiunque abbia l’esigenza di gestire entrate e spese.
Anche gli amministratori, che sulle risultanze della contabilità devono prendere decisioni, non potranno essere esclusi dal processo di  apprendimento.
Se è vero che il PNRR individua nelle persone, prima ancora che nelle tecnologie, il motore del cambiamento e dell’innovazione nella PA, lo sviluppo delle competenze dei dipendenti è una delle principali direttrici che deve ispirare le amministrazioni a investire in adeguati piani
di formazione che alla fine siano anche funzionali a migliorare il “valore pubblico” e quindi la qualità dei servizi a cittadini e imprese.
Pensare alla formazione dei dipendenti è una scelta strategica irrinunciabile, e per questo occorre puntare ad una adeguata “qualità” dei percorsi formativi.

Responsabile Area Contabile di Kibernetes | + articoli

Laureato in Economia Aziendale, Indirizzo Matematico all'Università "Ca' Foscari" di Venezia, è il Responsabile e coordinatore del team di esperti per l'Area Contabile Kibernetes.
Formatore abilitato dal FUAP, è stato docente ai Master MIMAP dell'Università Tor Vergata. È autore di diversi articoli specialistici pubblicati su Italia Oggi e IlSole24Ore.