• 2minuti del tuo tempo per leggere questo articolo

Come emerso dalla Circolare n°211 del 23/02/2023 della Corte dei Conti “Relazione sullo stato di attuazione del PNRR (2022)” nelle fasi iniziali di messa in opera del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si sono riscontrate molteplici difficoltà di varia natura. Si può quindi affermare la presenza di criticità sistemiche e complesse che vanno a toccare molteplici aspetti. Molte di queste però riguardano il sistema ReGiS e la connessione di questo sistema con altri di monitoraggio riguardanti lo stato di avanzamento amministrativo/tecnico/contabile dei progetti finanziati.

Le problematiche
Infatti, una delle problematiche rilevate con maggior frequenza riguarda le “Criticità organizzative in materia di mancato coordinamento, integrazione informatica e avvalimento del soggetto in house”. Queste problematiche sono di fatto la conseguenza di inefficienze legate al disordine organizzativo e alla presenza di strumenti non adeguatamente bilanciati ed interconnessi fra loro per assolvere agli obblighi con efficacia e tempestività.
Oltre a problematiche di tipo informatico si sono riscontrate criticità a livello documentale, disallineamento di carattere informativo e procedurale. Complessivamente le problematiche elencate sono state riscontrate anche dall’Organismo indipendente di Audit del PNRR istituito presso il MEF-IGRUE.

ReGiS, strumento cardine
Nonostante le difficoltà che tutti i soggetti coinvolti stanno riscontrando a vari livelli di responsabilità ed autorità è ormai chiaro che la piattaforma ReGiS sarà lo strumento cardine per il monitoraggio e la rendicontazione delle opere finanziate dal PNRR e che gradualmente diventerà la piattaforma principale in sostituzione alle precedenti, così come affermato dal MEF. Per questo motivo è fondamentale un riassetto tempestivo ed efficace dei livelli di controllo, gestione e supporto ai soggetti coinvolti in chiave di fluidificare il più possibile le attività rispetto alle quali i Soggetti Attuatori sono chiamati obbligatoriamente ad adempiere.
Siamo nel mezzo di un cambiamento significativo per quanto riguarda la gestione e l’attuazione dei processi e delle attività che stanno alla base dell’intero iter dell’opera pubblica, dalla sua progettazione alla sua conclusione.
La prospettiva di lungo raggio alla base di questo cambiamento mira sicuramente a rivoluzionare in maniera significativa numerosi aspetti dell’assetto gestionale ed organizzativo dei soggetti coinvolti e impone con decisione un cambio di rotta volto a migliorare ed in particolare modernizzare attività e processi per una gestione efficiente ed efficace dell’Opera Pubblica.

Urbanista, pianificatore territoriale di Kibernetes

Alessio Cabrini ha conseguito la laurea magistrale in Pianificazione e Politiche per la Città, il Territorio e l'Ambiente e successivamente il Master europeo in Planning & Policies for city, environment and landscape - Università IUAV di Venezia.
Prima di entrare in Kibernetes ha svolto lavori inerenti alla pianificazione dei sistemi territoriali, paesaggistici, ambientali e della città, con elaborazione di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali e di costruzione di scenari di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.
In Kibernetes si occupa di tematiche legate al Patrimonio Immobiliare (D.Lgs 118/2011), Riordino del Demanio Strade, Mappatura delle Aree Verdi e del Monitoraggio delle Opere Pubbliche BDAP-MOP.