Anche gli enti che non hanno avuto accesso all’acconto del Fondo Innovazione sono ancora in tempo per ricevere i finanziamenti della parte più corposa del contributo, l’80 per cento.

Obiettivi e tempistiche

Il Fondo Innovazione (DL 76/2020) ha grandi obiettivi: la migrazione dei servizi di pagamento verso PagoPA, il subentro nell’app IO e l’accesso ai servizi web della pubblica amministrazione tramite credenziali forti, cioè SpID e CIE.
La prima fase del progetto si è chiusa a febbraio. Per l’ottenimento del 20% del contributo era prevista l’attivazione di almeno un servizio di pagamento con PagoPA, l’onboarding su IO e l’attivazione di almeno un servizio e realizzazione dello switch off verso SpID o CIE a discapito delle credenziali ‘deboli’.
Gli enti che non sono riusciti a raggiungere subito questi obiettivi, possono comunque accedere alla restante parte dei contributi e mettersi in regola con quanto fissato per legge. Per farlo, però, devono compiere una serie di azioni entro la fine dell’anno.

Full pagopa: Dubbi e obblighi

Il primo obiettivo, chiamato “Full PagoPA”, prevede “la migrazione e l’attivazione di almeno il 70% dei servizi di incasso erogati dal comune, tra quelli censiti nella tassonomia”, come riporta la lettera del bando.
Questo vuol dire che, bilancio d’entrata alla mano, il Comune deve censire almeno il 70% delle sue entrate con servizi PagoPA previsti dalla tabella tassonomica messa a disposizione da PagoPa spa. Va fatta quindi un’attenta analisi della situazione in essere e capire se c’è la necessità di integrare questa lista di servizi d’incasso.

Full IO

Discorso simile per il concetto di “Full IO”: i comuni devono attivare – rendere visibili nell’app – almeno dieci servizi digitali.
Sull’app unica delle pubbliche amministrazioni italiane è possibile ricevere notifiche di protocollazione di istanze inviate all’ente, conferma di rilascio certificati o addirittura avvisi di pagamento PagoPa, con la possibilità di pagare il dovuto direttamente tramite app. Avendo censito una metodologia di pagamento grazie al Cashback, il cittadino non dovrà fare altro che cliccare sul tasto ‘Paga avviso’. Questo diviene uno strumento estremamente veloce e semplice per effettuare i pagamenti verso la PA.

“Gli enti che non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi del Fondo a febbraio, possono comunque accedere alla restante parte
dei contributi
e mettersi in regola”

Switch-off verso SpID

L’ultimo parametro per accedere al contributo è lo switch-off verso SpID di tutti i servizi che al momento sono vincolati ad un’autenticazione ‘debole’ (user e password). Chi non è riuscito a farlo entro febbraio, perdendo il 20% del contributo, può comunque recuperare entro dicembre ed ottenere il restante.

Premialità

I contributi del Fondo Innovazione vengono ripartiti a seconda della dimensione dell’ente: comuni fino a 5.000 abitanti, 3.900 euro; da 5 a 40.000, 7.950; da 40 a 200.000, 11.000; oltre 200.000, 50.000 euro: il 20% di questi fondi sono stati erogati con il raggiungimento dei target di febbraio, l’80% saranno erogati con quelli del prossimo dicembre. I comuni possono accedere a due ulteriori premialità. Si tratta di quote aggiuntive derivanti in parte da una quota fissata in partenza e una parte dai fondi risparmiati per il mancato raggiungimento degli obiettivi.
La prima è legata all’attivazione di soluzioni che aggregano almeno 40 comuni a livello regionale e 200 a livello nazionale. La quota premiale in questo caso è il 25% del contributo. Ad esempio, un comune che ha diritto a 7.900 euro dal fondo, può aspirare a prendere un altro 25% in più.
L’altra premialità è legata all’attivazione della Carta d’Identità Elettronica come sistema forte di riconoscimento e accesso ai servizi, oltre allo SpID. Anche in questo è previsto un premio corrispondente al 25% della quota ordinaria. Se un comune però ha i requisiti per entrambe le premialità, potrà avere al massimo un 40% di quota premiale.
Va da sé che sarà importante rivolgersi a fornitori in grado di garantire il raggiungimento di questi obiettivi.

Su cosa puntare?

Al di là dei requisiti per accedere alla parte ordinaria del Fondo e alle premialità, è consigliabile progettare l’attivazione dei servizi di pagamento dalla fase di emissione dell’avviso del dovuto fino alla riconciliazione in contabilità. Cioè non pensare solo al momento in cui i cittadini versano il dovuto ma anche alla fase successiva di incasso e rendicontazione.
Inoltre, è estremamente utile poter dare la possibilità agli operatori di gestire i pagamenti sempre con la massima flessibilità: poter caricare posizioni sia singole che massive in maniera agevolata, manualmente o direttamente da gestionali di terze parti e poter comunicare il dovuto in modo semplice al cittadino con l’integrazione dell’app IO.

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