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Il MoSCoW è uno strumento per individuare le  priorità tra le diverse atttività in campo,  la cui funzione è quella di separare le attività fondamentali e indispensabili da quelle auspicabili ma non necessarie.

MoSCoW è un acronimo di:

  • M – Must have
  • S – Should have
  • C – Could have
  • W – Won’t have.

Il MoSCoW è nato in ambito di programmazione software Agile, ma può essere applicato in ogni area di business.

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Tutti i requisiti sono importanti, ma in caso di tempi stretti e condizioni sfidanti, il MoSCoW offre uno schema per mettere in ordine le attività da fare assolutamente e quelle da posporre ad un secondo momento.

Di seguito lo schema riepilogativo:

  • M – Must have (si deve fare)
    Sono le attività da includere assolutamente, quelle non negoziabili. Senza queste il  progetto non può essere rilasciato.
  • S – Should have (sarebbe meglio fare)
    Le attività Should have sono un passo al disotto delle precedenti. Si tratta di attività essenziali, ma non vitali. A volte si tratta di requisiti che non sono così critici in termini di tempo o che potrebbero essere soddisfatti in un altro modo, o che migliorano l’esperienza utente.
    Questo tipo di requisiti vanno soddisfatti se i tempi e le risorse di progetto lo consentono.
  • C – Could have (si potrebbe fare)
    Questi requisiti non sono necessari per le funzioni core del prodotto e, in confronto alle funzioni should have, hanno un minor impatto se lasciate indietro.
  • W – Won’t have (non si farà)
    Sono i requisiti etichettati come non critici. I requisiti won’t have non sono eliminati, ma faranno parte di una pianificazione successiva. Servono principalmente per mettere il progetto al sicuro dallo “scope creep”, ovvero per ridurre il fenomeno per cui basta un piccolo requisito in più, o un desiderata extra perché il progetto vada in extra timing o a corto di risorse,  provocando lo sforamento dei tempi di consegna.
Responsabile della Comunicazione di Kibernetes | + articoli