• 2minuti del tuo tempo per leggere questo articolo

Il problem solving è la capacità di risolvere situazioni problematiche utilizzando un approccio creativo, che attraverso l’intuizione, o insight, ci porta a percorrere nuove strade per risolvere il problema.

Si tratta senza dubbio di una capacità che alcune persone possiedono in maniera innata. Non è però detto che non sia possibile allenare questa competenza con tecniche adeguate.

Una strategia efficace consiste nel dare attenzione a atteggiamenti che limitano il problem solving e cercare di evitare di metterli in pratica.
I due principali ostacoli sono:

  • La fissità funzionale, ovvero, il riprodurre sempre lo stesso schema di comportamento rispetto alle situazioni. Da dove ha origine la fissità funzionale? Gli esseri umani fanno un uso molto parsimonioso delle proprie capacità cognitive.    Secondo Petty e Cacioppo siamo risparmiatori cognitivi in quanto costantemente cerchiamo  cerchiamo di conservare la nostra energia cognitiva. Quando sono in difficoltà, a corto di tempo e di energie, le persone si rifugiano nella vecchia e conosciuta confort zone del già fatto.

| L’esperimento di Dunker sulla fissità funzionale: usando Il materiale che si trova sopra la tavola, Come si può attaccare la candela alla parete? soltanto il 50% delle persone si rende conto che la scatola può essere usata come portacandela. 

  • I bias cognitivi, o distorsioni cognitive. Siamo sempre nel campo delle scorciatoie cognitive: il cervello umano tenta tutte le scorciatoie che conosce per arrivare rapidamente a una soluzione. Nel caso dei bias, le persone si basano su costrutti pre-fatti per prendere rapidamente decisioni, piuttosto che sulla base delle probabilità reali che un evento si verifichi o meno. Purtroppo i bias sono fondati su convinzioni, percezioni errate o pregiudizi e, per questo, il risultato è che decisioni prese in base a bias cognitivi sono sbagliate e foriere di errori.  
Responsabile della Comunicazione di Kibernetes | + articoli